Contro ogni logica.

giovedì 27 maggio 2010
Cosa vi devo dire, sono fatta così.
So che il buonsenso e l'opinione comune sono contro di me.
So che questa scelta potrebbe accattivarmi antipatie, o comunque qualche cattiva impressione.
So che sarete tutti contro di me su questo punto, ma io sono fatta così: quando mi piace una cosa non voglio sentire ragioni.


A ME, IL TESTO SU FONDO NERO FA LETTERALMENTE IMPAZZIRE.
Quindi lasciatemelo almeno per il titolo del mio blog.

Questioni di punti di vista.

sabato 22 maggio 2010
Vista da qua, la vita sembra molto semplice.
Tutto sembra ordinato, pulito e logico. In una successione di ore che non si rincorrono freneticamente, ma si limitano a scorrere pacifiche. Il tempo per mangiare un dolce, per guardare le foglie delle piante crescere, per mangiare e non nutrirsi, per pensare e non inciampare, per parlare e non vomitare. Per odiare i piccioni fuori dalla finestra, anche. Che c'è bisogno di tempo anche per quello.
Per sentirsi protetti e al sicuro. Per fasi una doccia e mettere lo smalto alle unghie dei piedi, apoteosi della nullafacenza. Ogni colore è più forte e vivido. Ogni soffio di vento sibila più forte.

Però non è che si può passare tutto il sabato pomeriggio bloccati in casa a guardare fuori dalla finestra perchè appena esci il polline ti travolge e l'allergia ti ammazza, ecco.
Chiariamo una cosa: non è che perchè faccio la copy passo il mio tempo a dare un nome a tutto. Anzi, a fare i naming sono sempre stata un po' scarsina. Dare un nome alle cose è difficilissimo. Ha un che di definitivo, di immutabile. E quindi, che gusto c'è? La pratica del nominare è un processo sacro. Non a caso Dio chiese ad Adamo di dare nome a tutto ciò che lo circondava, per farne il signore e padrone. Non a caso gli innamorati si dano nomignoli stupidi e veramente fastidiosi, per rendere inviolabile il loro rapporto. Non a caso... bè vabbè.
Il punto è che nonostante questo, ammetto pubblicamente di aver riempito di nomi un sacco di cose, come le coperte, i gatti randagi, le automobili, e ultimo da ma non da meno, le mie preziose parti anatomiche. E non sono la sola. So per certo che molte ragazze dialogano con le loro parti intime - come dimostrato da indagini sociologiche di rigorosa importanza scientifica da me effettuate.
E sono quindi molto sicura nell'affermare che nessuna chiama la sua "Pratino".
Questo dimostra senza ombra di dubbio che questo splendido adattamento della precedente campagna Wilkinson è stato scritto da un uomo. Un uomo molto simpatico però, a differenza di quelli un po' confusi che ci vedevano lanciarci col paracadute nei giorni del ciclo.