Purtroppo, però, parlerò di X-Factor.
Anzi no!
Peggio!
Parlerò di Nevruz.
Dopotutto X-Factor è uno di quegli argomenti psuedointeressanti di cui, però, già troppa gente ha già parlato.
L'ennesima edizione è talmente poco interessante che posso parlarne senza troppi sensi di colpa.
Premettendo che non seguo pedissequamente X-Factor, non posso, a, prescindere dalla sua importanza mediatica, b, ricordare a tutti quanto famosa è ormai diventata la mia imitazione di Mara Maionchi nell'atto di pronunciare la mia parolina magica preferita: NO. (Special thanks to Sissa for the art direction).

What's new? Oggettivamente, niente.
Tanto più che programmi come X-Factor non si vincono certo grazie unicamente a particolari abilità canore, ma servono altresì spiccate personalità e stili riconoscibili, se non addirittura aspirazionali e imitabili.
La domanda è: Nevruz ci è o ci fa?
La risposta è, come sempre, chissenefrega. Stiamo parlando di X- Factor. Spettacolo. O avanspettacolo, come sempre più spesso appare. Lo star stystem non vuole persone: vuole personalità e personaggi. La persona che propongono, che gli spettatori vogliono vedere pur non sapendolo è, generalmente, un personaggio: qualora il suddetto Nevruz se ne fosse costruito uno, non avrebbe fatto una scelta oggettivamente sbagliata.
Se invece ci troviamo davanti a una vera e propria persona, allora, tanto meglio: rocker è, rocker vuole essere, e il principio cardine del rocker è esagerare. Se sono qualità spontanee, ci troviamo davanti a un rocker crismatico ancor prima che carismatico, e la sua scelta di campo, nonostante il rock stia tornando una moda superata, lo rende ancora più figo.
Il fatto che se ne parli tanto è indicativo: Nevruz è esttamente quello che in linguaggio pubblicitario definiremmo oggi contagious.
Ma soprattutto, è l'incarnazione della grande verità enunciata da Elio:"il rock non vuole amici".
Perchè quando c'è il rock c'è tutto. Finchè una chitarra suonerà avremo ancora la forza di alzarci la mattina contro il cielo grigio e cantare tornando a casa ogni sera nel buio dell'indifferenza.
Quindi io adesso quasi quasi faccio come Copywater e vado a cancellare un po' dai miei contatti di Facebook. E anche oggi possiamo dire di aver concluso una serata con un bel rullo di rock'n roll.
Anzi, vado a riascoltarmi gli Arcade Fire.
E francamente dovreste farlo anche voi.
Che secondo me non l'avete sentita bene.
Le parole. Non le avete ascoltate bene.
A studiare, che poi interrogo.