Nella vita bisogna puntare su due cose: le cose che si sanno fare bene, e le cose che non si sanno fare affatto.
Io, per esempio, non so cucinare. NIENTE. Sono negata. Per essere bolognese, è abbastanza imbarazzante. Ma che ci devo fare, non ho proprio il talento.
C'è gente che ha rischiato la vita con i miei manicaretti.
C'è gente che, invitata a cena da me, ha telefonato alla mia migliore amica per sapere se era meglio venire già mangiata.
C'è gente che lavora con me e si piega con un finto sorriso a fare da cavia ai miei peggiori esperimenti in cucina, rischiando la vita in pausa pranzo.
C'è gente che comunque è ancora viva quindi secondo me è già un buon risultato. E mentre io continuo imperterrita a destreggiarmi malissimo tra pentole e padelle attentando alla salute di tutti, vi lascio qui le mie peggiori ricette. Nel caso in cui voleste anche voi uccidere qualcuno, prendendolo per la gola.

RICETTA N°1: Pasticcio tailandese.
Questa ricetta è semplicissima. Perfetta se avete poco tempo, molta fame e zero sbattimento.
Bastano una confezione di cous cous, petto di pollo, salsa di soia e un sacchettino di pinoli.
Procedete così: mettete il cous cous a cuocere nella sua acquetta. Nel frattempo tagliate il petto di pollo a dadini, passatelo nella farina e mettetelo a cuocere nella padella dove avrete messo a soffriggere l'olio.
Mentre girate e rigirate il pollo, purtroppo, il cous cous giungerà a cottura ultimata, aumentando esponenzialmente il suo volume: dovrete toglierlo dai fornelli e versarlo in una pirofila riempiendo bene il fondo. Quando tornerete a occuparvi del pollo, vi accorgerete con raccapriccio che sarà mezzo sbruciacchiato da un lato: nessun problema, lo affogate in un'abbondante fontana di salsa di soia, che oltre a insaporire il tutto darà al pollo un colorito uniforme e non sospetto. Unite i pinoli e saltate il tutto con maestria. Versate il pollo pinoloso e ancora fumante sul cous cous già preparato, e su cui avete versato un filo di salsa di soia - che altrimenti avanzava, cosa fai, la butti? - e servite con un sorriso da geisha.

RISULTATI OTTENUTI FINORA:
Espressioni di disgusto - occhi torvi analizzando il contenuto del piatto - strani conati - sorprendenti esplosioni di entusiasmo (questa reazione è quella che tuttora mi preoccupa di più).
Morti sopraggiunte: finora nessuna.
Fin qui, tutto bene.

2 reazioni inconsulte:

Anonimo ha detto...

Io posso dire di essere sopravvissuto a molti attentati gastronomici...
Ma il più rischioso in assoluto è stato la vaporizzazione del caffè.

Lavendetta ha detto...

Indimenticabile.
Il termine corretto, però, è NEBULIZZAZIONE.
ahahahaha.

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